5 miti da sfatare su Furby

787-3073-1-SPÈ il novembre 1998. Un nuovo giocattolo lanciato sul mercato da Hasbro chiamato Furby è appena uscito nei negozi e la gente fa code per accaparrarselo. Persino l’amministrazione Clinton fa ironia sul difficile reperimento del robot-pet, che è praticamente andato a ruba nei negozi. Non solo Furby è il primo “giocattolo” capace di dire tutta una serie di frasi in due lingue, ma è il primo animaletto roboto a non avere un tasto on/off, caratteristica che lo rende inquietante e minaccioso (soprattutto agli occhi dei genitori), e che contribuì a diffondere tutta una serie di bufale, che tutt’oggi circolano in rete. Eccovi una carrellata delle dicerie più famose:

1. Furby impara 

Il primo Furby aveva sensori che gli consentivano di rispondere agli stimoli, come la luce, il movimento e il tocco; poteva inoltre comunicare con i suoi simili grazie a un sensore a infrarossi, all’epoca considerato piuttosto all’avanguardia. Secondo alcuni, Furby era in grado di imparare, semplicemente ripetendo una nuova parola svariate volte, in modo che il robottino potesse apprenderla.

2. Parolacce

Ovviamente, alle nuove parole e frasi da insegnare a Furby non potevano mancare le parolacce. Alcuni genitori americani iniziarono ad essere terrorizzati dal fatto che l’animaletto robotico potesse insegnare le parolacce ai bambini, tanto che la catena di negozi Walmart decise nel 2000 di togliere Furby dagli scaffali, dopo che un genitore si era lamentato che il robot aveva detto la parola F*** Me al posto di Hug Me.

3. Furby la Spia

La NSA vietò nei suoi uffici l’utilizzo di Furby, convinti che il robot-pet potesse spifferare informazioni segretissime. Le voci si fecero così insistenti che Robert Shiffman, allora presidente della Tiger Electornics – la divisione di giocattoli elettronici interattivi di Hasbro – dovette rilasciare delle dichiarazioni per dissipare le voci. “Sebbene Furby sia un giocattolo intelligente, non registra o imita le voci”, dichiarò Shiffman. “Furby non è una spia! ”

4. Interferenze

la Federal Aviation Administration (FAA) vietò ai viaggiatori di usare lettori CD e laptop durante i decolli e gli atterraggi e presto aggiunse Furby alla lista delle restrizioni, ritenendo che Furby potesse interferire con l’equipaggiamento dell’aereo. Furby fu bandito da alcuni reparti di un ospedale in Scozia per paura che le onde elettromagnetiche di basso livello del robot interferissero con i dispositivi medici.

5. Vera pelliccia di animale

Come se non bastasse, qualcuno ha avuto la splendida idea – si fa per dire – di mettere in giro la bufala che il pelo di Furby fosse risultato positivo ai test del DNA felino e canino, tanto da spingere nuovamente la Tiger Electronics a rilasciare dichiarazioni. “È al 100% in acrilico. E sì, molti acrilici sono stati uccisi in nome di Furby.”

 

Questo articolo si ispira a 6 Wild Furby Myths That People Actually Believed in the ‘90s, pubblicato da mentalfloss.com.

2 pensieri su “5 miti da sfatare su Furby

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