20 anni di Tamagotchi – Piccola Guida ai modelli migliori del virtual pet

Ebbene sì, il virtual pet più popolare del mondo, quest’anno ha compiuto 20 anni. La Bandai lo ha celebrato con la riedizione della mitica versione degli anni novanta (in realtà si tratta del Tamagotchi Mini, uscito nel 2004), più piccolo nelle dimensioni dell’originale, ma non meno divertente.
Per festeggiare l’anniversario di uno dei miei electronic pet preferiti ho deciso di stilare una lista dei migliori Tamagotchi usciti in questi 20 anni, alcuni dei quali presenti nella mia collezione.

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Tamagotchi P1-P2 (1997)
Un’idea semplice quanto letale: accudire un cucciolo virtuale e farlo crescere in un ovetto, attraverso vari stadi (uovo, baby, teenager, adulto). Il primo modello originale di Tamagotchi venne ideato da Aki Maita e prodotto da Bandai nel lontano 1997. Il successo fu enorme, tanto che si parla di circa 76 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo.

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Tamagotchi Connection (2004)
Sette anni dopo il successo del primo modello, Bandai torna con un nuovo design, nuove funzioni e soprattutto introduce la possibilità di generare cuccioli attraverso la comunicazione a infrarossi, da qui il nome ‘Connection’ (o Connexion). La Versione 2 del Tamagotchi Plus (questo il nome originale giapponese) contiene più specie, nuovi giochi e uno shop dove acquistare cibi e giocattoli per il cucciolo digitale. Imperdibili anche il V3 (che introduceva TamaTown, il sito web dove continuare il gioco fuori dal proprio ovetto), il V4 (dove il cucciolo nello stadio adulto può persino avere una sua ‘professione’) e il V6 (o Music Star), ultimo uscito della serie, dove i Tama possono formare una band e diventare popstar.

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Tamagotchi Familitchi (2007)
Cosa succederebbe se ci occupassimo di una famiglia intera di Tamagotchi? L’idea di Bandai funziona e colpisce ancora, anche se occuparsi dei cuccioli e dei loro genitori risulta alla fine un po’ frustrante. Da avere, anche solo per il concept innovativo e differente dai precedenti modelli.

maxresdefaultTamagoChu (2007)
Ideato da Bandai come regalo di San Valentino, questo particolare Tamagotchi uscito solo in Giappone, veniva venduto in coppia. Scopo del digital pet era regalarlo al proprio partner e far accoppiare i due ovetti per generare un tamababy. Le animazioni di questo particolare modello sono tante e divertenti. Oggi purtroppo è piuttosto raro. Da collezionare assolutamente.

tamagotchi-file-2008-afp-640Tamagotchi Color (2008)
È il primo modello con lo schermo tutto a colori, Tamagotchi +Color uscì nel 2008, distribuito da Bandai solo per il mercato giapponese. Tra le novità: uno shop dove acquistare leccornie per il cucciolo virtuale e alcuni giochi, un parco, un negozio di arredamento per la casa e un Centro Matrimoniale dove farlo accoppiare. Il primissimo modello a colori contiene diverse animazioni che cambiano a seconda delle stagioni e dei momenti della giornata.

tamagotchi-friendsTamagotchi Friends (2014)
L’ultimo modello ideato da Bandai del famoso virtual pet non porta purtroppo molte novità nel mondo dei tamagotchi. L’unica novità è la funzione Bump, nuovo metodo di comunicazione che sostituisce la porta IR, per far connettere i piccoli Tama tra loro, scambiarsi oggetti e persino lettere. Bandai introduce diversi personaggi dal suo precedente modello giapponese (Tamagotchi P), rinnovati nel design e nelle proporzioni. Di questa versione esiste anche il Tamagotchi Friends Dreamtown, dove alle stesse funzioni del precedente TF si aggiungono una scuola, un circo e nuovi giochi. Per il lancio delle due versioni Bandai ha anche ideato una serie di action figure e play-set, ispirate all’ultimissima generazione di esserini digitali.

Furby muto: Come riparare lo speaker rotto

Il vostro Furby ha smesso improvvisamente di parlare? Visto gli innumerevoli messaggi ricevuti in questi mesi, soprattutto riguardo i tantissimi Furby Boom che smettono improvvisamente di parlare, ho trovato finalmente qualcosa che fa per voi: come sostituire lo speaker rotto di Furby con uno nuovo. Occhio: fatelo solo se siete pratici con la tecnologia e soprattutto se il vostro Furby è fuori garanzia. Altrimenti rivolgetevi alla Hasbro, non improvvisatevi Dr Frankenstein! 😉

Seguite il tutorial per capire come si fa!

Zoomer, il cucciolo robot interattivo, fedele e ubbidiente

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Oggi ci prendiamo una pausa da Furby, nell’attesa di novità che lo riguardano, e vi parlo di Zoomer, il cucciolo robotico di Spin Master. Zoomer si muove e si comporta proprio come un vero cagnolino, è dotato di led luminosi tramite i quali comunica le sue emozioni, quattro zampe-ruote che gli consentono di correre su superfici piane (una novità tra i robot toys di questo tipo), numerose articolazioni che gli permettono di muoversi in modo fluido, e di alcuni sensori tattili sul petto per “riconoscere” gli oggetti ed evitare gli ostacoli. Ma non solo, Zoomer può capire fino a 50 comandi vocali ed eseguire numerosi trick come rotolare, dare la zampa, fare il morto, cantare e giocare. Il cagnolino è alimentato da una batteria interna ai polimeri di litio che si può ricaricare via USB collegandolo al computer. La durata della ricarica è di 1 ora circa per 25 minuti di gioco.

Quello che vedete nella foto è Bentley, il beagle della serie, in un raro momento di riposo.

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Non ho ancora fatto dei video, ma ve ne linko uno che vede all’opera Zoomer e Aibo, il famoso cane robot della Sony. Come vedrete, Zoomer se la cava benissimo, soprattutto se pensate che costa solo 1 ventesimo rispetto al cucciolo prodotto dalla celebre casa nipponica.

Digital Pet Mania: da Tamagotchi L.I.F.E all’app di Furby

Non si contano ormai le app di virtual pet creati appositamente per i nostri smartphone: da Hatchi e Pou, fino all’ultimissima Tamagotchi L.I.F.E. (Bandai ha fatto uscire nel frattempo anche il nuovissimo Tamagotchi Friends). 

Ora, ammetto che nessuna di queste mi ha impressionato granché, anzi, mi hanno fatto capire che non mi piacciono i virtual pet su tablet e smartphone. Quanto è brutto un tamagotchi anni 90 su un iPhone? Ma, soprattutto, perché una trasposizione identica all’originale, con tutte le potenzialità di telefoni dei oggi?

Tamagotchi-Life

Un virtual pet è fatto appositamente per nascere, crescere e molto spesso “morire” nella sua tecnologia originaria, e nel caso del Tamagotchi, nel suo povero e bidimensionale schermo LCD, non per essere riversato in un supporto che non gli appartiene. Che senso ha colorare un personaggio in b/n appositamente per il display del telefono, senza adattarlo alla tecnologia in uso?

Furby App

Forse in questo l’app di Furby rappresenta un piccolo passo avanti, a parte l’ispirazione dell’uovo dall’esserino cult di Bandai – dal quale, che ci piaccia o no, tutti hanno preso spunto – il resto è un mix di quanto si può fare con le altre app, ma con il merito di avere opzioni e soprattutto animazioni decisamente più adatte ai display dei nostri device.

Voi che ne pensate?