Furby Connect (versione inglese): la recensione

Ci ho messo un po’ a prenderlo, ma a frenarmi era stato più che altro il prezzo proibitivo durante il periodo natalizio, però ora posso finalmente parlarvi del mio primo Furby Connect! Due occhi con schermi a colori, pelliccia rinnovata e morbidosa, orecchie con un nuovo design, un’antenna luminosa, 150 espressioni  differenti, un vocabolario inglese-furbish di 1000 parole, una maschera per farlo addormentare e un’app dedicata per smartphone e tablet, in grado di inviare a Furby nuovi contenuti tramite bluetooth, queste sono le caratteristiche principali del nuovo pet elettronico di casa Hasbro.

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Rispetto ai precedenti modelli – Furby 2o12 e Furby Boom – il nuovissimo Furby non cambia personalità, ma possiede un unico carattere, che ricorda moltissimo l’originale uscito nel 1998: rutti, canzoncine, la solita indole giocherellona, pernacchie, scoregge, e persino citazioni tratte da Shakespeare (To Furb or not to Furb, that is the question), insomma, tutto quello che avete trovato di divertente nei precedenti modelli lo troverete anche nel Connect, ma in forma sempre diversa e imprevedibile!

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FC è qui solo da un giorno, ma ricordo di averlo sentito pochissime volte ripetere le stesse frasi, persino i versi sono qui presenti in varie versioni, talvolta davvero sorprendenti.

Furby Connect World App

Come i precedenti modelli usciti a partire dal 2012, anche questo nuovo Furby Connect possiede una sua app dedicata. Disponibile per i dispositivi Apple e Android (al momento solo negli Stati Uniti e in Inghilterra, ma potete comunque scaricarla qui) la nuova app permette di dare un nome a Furby, nutrirlo con del cibo virtuale, interagire e far nascere dei Furblings – i cuccioli virtuali di Furby – e soprattutto apprendere nuove canzoni e frasi semplicemente connettendo il pet allo smartphone tramite bluetooth. Ogni venerdì la Hasbro rilascia nuovi video e contenuti, e Furby Connect vi avviserà illuminando la sua antenna di blu. In molte recensioni online si dà poco risalto a questa funzionalità, ma è in realtà una grande novità, in quanto sarà sempre più raro vedere Furby dire o fare sempre le stesse cose, per via degli aggiornamenti settimanali. Per finire, sempre tramite la sua app, Furby celebra feste e ricorrenze con nuove frasi e canzoni, come Natale o San Valentino.

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Insomma, se siete dei fan di Furby, non potete assolutamente lasciarvi scappare Furby Connect. Tutti i modelli finora usciti, a partire dal primissimo Furby Original del 1998, sono qui frullati in un’unica palla di pelo interattiva. Niente cambi di personalità e Furby indemoniati, il nuovo Connect ha una sola e irresistibile personalità, la sua!

Com’è il nuovo Furby?

Sono passati pochi giorni da quando mi è arrivato Skrillex (che nome, ah!) ma posso già dirvi qualcosa di più sul nuovo Furby.

Premessa: il concept dietro questo nuovo Furby è letteralmente differente dai precedenti. Nel 98 Furby era stato inventato per diventare un tamagotchi che si potesse toccare e accudire; nel 2005 (sfortunatamente) è diventato un semplice peluche interattivo sulla scia dei Fur Real Friends. Nel 2012 invece Furby si presenta come un  vero e proprio robottino, forte del successo degli anni 90, personaggio di culto con una sua personalità e un suo linguaggio.

La premessa mi serve per spiegarvi alcune cose più avanti. Intanto di questo nuovo Furby mi piace moltissimo la parte meccanica: dimenticate il fastidioso suono metallico dei vecchi modelli, i motori all’interno sono ultrasilenziosi; le risposte al tocco – solletico, carezze, ecc. – sono immediate, basta a volte davvero un tocco lieve che Furby ride o emette versi. Purtroppo però, a volte i sensori non funzionano, probabilmente perchè Furby sta facendo altro o ‘sta per fare altro’, può capitare di non ottenere alcuna reazione se lo si solletica, lo si accarezza o gli si tira la coda. Per fortuna questa anomalia non accade spesso, quindi tranquilli.

Per quanto riguarda l’interazione con questo Furby, le premesse che ho fatto servono a capire alcune cose:

quando lo si scuote Furby emette versi differenti, ma ‘skippa’ da un verso all’altro proprio come un robot, quindi in modo molto innaturale. Questo però ha un senso, visto le orecchie in gomma, gli occhi digitali e come Furby si presenta oggi. Dunque non reagisce come un’imitazione di un animale – anche se ovviamente gli animali non parlano – come il vecchio Furby o come la creatura esotica ideata nel 2005, ma  si comporta proprio come un piccolo robot (ciò che di fatto è).

Forse solo un’altra caratteristica mi piace poco, ovvero quando Furby si addormenta. Accade troppo velocemente e in modo automatico (dopo 1 minuto di non interazione). A parte queste critiche e qualche altro difetto per quanto concerne l’interattività, io lo consiglio vivamente. Di sicuro non deluderà chi ne ha avuto uno negli anni 90, o chi ne resta affascinato oggi.

Prime recensioni sul web

Una esaustiva recensione apparsa su Best Toys Guide illustra tutte le funzioni del nuovo Furby, pro e contro dell’ultimissima versione 2.0, dalla quale Furby esce comunque vittorioso e che lo stesso sito definisce ‘sorprendente’. Termina l’articolo un simpatico video con a confronto le due personalità opposte di Furby, dolce e cattivo.